La collezione della Pinacoteca dei Concordi è frutto della passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine che nell’Ottocento donarono le loro quadrerie all’Accademia e al Seminario Vescovile e raccoglie il meglio dell'arte veneta dal XV al XVIII secolo. Tra i capolavori esposti, Santa Lucia e sei storie della sua vita di Quirizio da Murano, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, Contadinello di Tiziano. Di grande valore anche la Flagellazione di Palma il Vecchio e i quattro intensi ritratti di uomo attribuiti alla cerchia di Tintoretto. Ad arricchire il nucleo di opere del Rinascimento, alcune preziose testimonianze della Scuola Ferrarese ed Emiliana: la tavoletta con la lotta fra Davide e Golia di Ippolito Scarsella e il San Gerolamo nel deserto del Domenichino. La grande stagione del Seicento Veneto è rappresentata dalle opere di Pietro Vecchia, Pietro Bellotti e Bernardo Strozzi. Il secolo d’oro di Venezia, il Settecento, è introdotto da Luca Giordano e prosegue con i maestri Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari e Alessandro Longhi. La pittura di paesaggio è affidata ai toni cromatici luminosi e chiari della Marina di Luca Carlevarijs e ai paesaggi arcadici di Francesco Zais. Il percorso si conclude con una ricca galleria di ritratti: dal raffinato autoritratto di Rosalba Carriera, all’ironica rappresentazione del Conte Giulio Contarini da Mula di Alessandro Longhi, al celeberrimo Ritratto di Antonio Riccobono, di Giambattista Tiepolo. In mostra anche una video-intervista di approfondimento dei contenuti del percorso espositivo del critico Vittorio Sgarbi.